Il Dizionario storico dell’integrazione europea. L’unificazione europea in enciclopedie e dizionari (1990-2016)

Il Dizionario storico vede finalmente la luce, dopo lunga gestazione, nell’anno delle celebrazioni dei Sessant’anni dei trattati di Roma (1957-2017) ed è l’occasione per ribadire l’importanza del progetto europeo e del ruolo attuale dell’Unione europea (UE) sul piano della vita internazionale. L’istituzione della Comunità economica europea rappresenta infatti una tappa fondamentale del processo di integrazione continentale, i cui effetti, non solo economici, sono oggi largamente riscontrabili nelle consuetudini politiche e sociali degli Stati membri e di tutti i cittadini europei.

Per dare rilievo a tale ricorrenza e prestare un contributo allo studio di questo fenomeno si è deciso di mettere a disposizione del pubblico dei lettori un nuovo prodotto editoriale, rinnovato nell’approccio metodologico e versatile nell’uso, che consenta di rileggere in chiave organica la storia della costruzione dell’Europa comunitaria dalle sue origini a oggi. Il Dizionario nasce quindi con l’auspicio di rinnovare l’interesse per la storia dell’integrazione europea e con l’obiettivo di offrire strumenti che possano aiutare il lettore a comprendere agevolmente una vicenda complessa che dal secondo dopoguerra a oggi ha reso l’Europa la più avanzata esperienza di integrazione regionale sovranazionale del mondo. E ciò anche nella speranza di riportare il dibattito sulle grandi questioni della globalizzazione entro il “foro” europeo, il solo contesto internazionale in cui possano oggi trovare spazio ed espressione concreta i valori e gli interessi dei cittadini dell’Unione.

Lo sforzo decennale della direzione, della redazione, dei collaboratori e degli apparati di traduzione ha permesso di realizzare un’opera “enciclopedica” in grado di offrire con una pluralità di prospettive (nazionali e internazionali) un quadro globale e uniforme del processo di integrazione europea che comprende e pone fra loro in relazione fenomeni, attori, istituzioni e protagonisti. Com’è già stato sottolineato nella prima parte dell’introduzione, il lavoro presenta più di mille voci redatte da oltre trecento esperti provenienti da tutti i paesi membri dell’UE. Ciò nondimeno, l’insieme complesso ed eterogeneo dei lemmi che compone il Dizionario è armonizzato nei suoi contenuti dalla consequenzialità tematica delle voci e dal lavoro di redazione.

Natura e finalità

Per l’ampiezza dei temi affrontati, per il livello dell’analisi e per il numero consistente delle biografie contenute al suo interno, il Dizionario va oltre la semplice raccolta sistematica di voci inerenti al processo di integrazione europea e supera la dimensione classica dei dizionari, collocandosi piuttosto sul piano di opere dal carattere enciclopedico. La ricchezza e la profondità degli argomenti e il sistema di correlazioni interne connotano l’opera in tutte le sue parti e contribuiscono a fare del Dizionario un corposo compendio analitico di dati, nozioni e informazioni sull’integrazione europea. In esso le singole voci, sebbene classificate secondo criteri tradizionali, appaiono come un tutt’uno organico e finalizzato alla comprensione del fenomeno nel suo insieme, mentre la fitta maglia dei rimandi interni fra i lemmi guida il lettore a una progressiva conoscenza del processo e dei suoi risultati.

Accanto alla vocazione enciclopedica, il Dizionario mantiene un’impostazione prettamente “storica” con un approccio interdisciplinare, integrando le scienze storiche con quelle economiche, politiche, giuridiche e sociali. Come già ricordato, l’intento principale di quest’opera è quello di risvegliare la curiosità per la storia dell’Europa comunitaria attraverso il suo progredire nel tempo, per agevolare la comprensione del fenomeno e suscitare una nuova coscienza dello sviluppo delle sue istituzioni e delle sue politiche. In tal modo l’opera vuole stimolare la riscoperta di valori condivisi, risvegliando la consapevolezza di essere europei. A tal fine le voci del Dizionario si propongono di accompagnare il lettore alla scoperta dei passaggi salienti del processo d’integrazione, invitandolo a conoscere la vita dei protagonisti che l’hanno segnata e accrescendo il grado di familiarità con gli istituti giuridici, economici e politici che costituiscono l’UE e indirizzano alcune sue importanti politiche. Al pari di opere analoghe, che abbiano lo scopo di consentire l’esplorazione dei grandi sistemi di civiltà, il Dizionario storico dell’integrazione europea si prefigge lo scopo di offrire al suo pubblico un quadro chiaro ed esaustivo della storia della civiltà europea da un certo punto del suo svolgimento, quello che dal 9 maggio 1950 in avanti ha condotto l’Europa al più alto livello del suo progresso storico e civile.

Stato dell’arte e nuove prospettive editoriali

A partire dagli anni Novanta si è intensificata la pubblicazione di prodotti editoriali, come dizionari, glossari e vocabolari, finalizzati alla diffusione della conoscenza dell’Europa comunitaria, delle sue regole, del suo funzionamento e del suo linguaggio. Si avvertiva infatti l’esigenza di informare un pubblico di non specialisti sui termini italiani e stranieri in uso nel quadro della vita comunitaria. Oltre agli esperti del settore già allora un numero sempre più consistente di soggetti della società civile e di operatori economici e politici si confrontava quotidianamente con il lessico giuridico-economico europeo, generando una domanda crescente di strumenti orientati a spiegare termini, concetti e tecnicismi che emanavano dalle istituzioni di Bruxelles, con evidenti implicazioni anche sul piano della vita nazionale. La rete non offriva ancora i canali di informazione e la diffusione dei dati che a noi oggi paiono scontati; e neppure esistevano i portali di accesso alle istituzioni europee e ai centri di diffusione dell’informazione europea, dove sarebbe stato agevole apprendere la terminologia in uso nel sistema comunitario. Grazie a Internet, oggi è infatti possibile accedere con semplicità a un ampio glossario europeo in lingue diverse. Basti ricordare quello messo a disposizione su EUR-Lex, il sito ufficiale di accesso al diritto dell’Unione europea; quello che negli anni Ottanta era lo European Communities Glossary, edito in forma cartacea in francese e in inglese dall’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.

Con la firma del trattato di Maastricht si sono moltiplicate le iniziative per soddisfare tale domanda con la pubblicazione di lavori specifici diretti a informare un pubblico generico, ma anche per formare gli operatori del settore che avvertivano l’esigenza di un dizionario che offrisse loro una visione completa e comparata delle principali voci giuridiche, economiche e politiche presenti nel nuovo quadro istituzionale dell’UE. D’altro canto, la richiesta di un’opera che raccogliesse e sistematizzasse i concetti in uso nella Comunità europea e l’esperienza storica dell’integrazione veniva anche dal mondo universitario, dove numerosi studenti, affacciandosi alle materie europee, cercavano uno strumento adeguato di consultazione e di approfondimento. La stessa necessità era sentita da coloro che si preparavano ad affrontare i concorsi di accesso agli uffici e alle istituzioni delle Comunità europee o dai giornalisti e dai cultori del diritto europeo, interessati a conoscere i nuovi termini diffusi nel lessico quotidiano. Infine il bisogno di accedere a quel sapere, era evidente anche in parte della comunità scientifica e in studiosi afferenti a diversi settori disciplinari, non necessariamente coinvolti nelle scienze politiche, giuridiche ed economiche, ma che cercavano una summa alfabetico-linguistica efficace dei concetti e dei termini circolanti nel lessico tecnocratico e istituzionale europeo. Di molti termini, infatti, non era sempre agevole reperire una definizione chiara e concisa che potesse essere di ausilio a chi, a qualsiasi titolo, vivesse l’attualità dello sviluppo delle tematiche comunitarie.

Il Dizionario storico dell’integrazione europea naturalmente non è il primo lavoro sistematico di questo tipo. In passato vi sono stati altri progetti che nel corso della costruzione comunitaria si sono inseriti nel panorama editoriale cercando di avvicinare esperti e neofiti al nuovo lessico. Alcuni concetti specifici e ormai costitutivi di quel processo avevano già trovato una definizione nei principali dizionari storici, giuridici e politici editi in Italia e all’estero. Voci dedicate ai trattati di Roma, alla Comunità economica europea, al Mercato comune, alla Politica agricola comune, al Sistema monetario europeo e altre ancora circolanti nel linguaggio quotidiano e in uso nel linguaggio politico e giornalistico avevano ormai acquisito una dignità propria. In certi casi, queste erano divenute voci autonome rispetto a termini ancora sfuggenti e lontani dall’essere riferiti al processo di integrazione europea, come “federazione” e “confederazione”. Anche questi concetti, già presenti nel panorama degli studi storici o della terminologia politica classica, cominciavano però a mostrare la loro stretta correlazione con il processo europeo e chiedevano aggiornamenti costanti o nuove concettualizzazioni quando riferiti alla natura e alle implicazioni dell’integrazione europea o alla dimensione istituzionale e politica comunitaria e alle conseguenze del suo divenire. In alcuni casi, si trattava di spiegare l’emergere di concetti relativamente nuovi come “integrazione” e “funzionalismo” o il compiersi di processi inediti che finivano per imporre l’uso di neologismi come “euroscetticismo” e “regionalismo”.

Un esempio del nuovo indirizzo lo si può ritrovare nella prima edizione del Dizionario di politica (Bobbio, Matteucci, Pasquino 1983), in cui a fronte di voci interessate a cogliere o a leggere il fenomeno europeo attraverso la lente di termini classici, come “federalismo” o “confederazione” – circostanza che ha contribuito a rinnovare il lessico del pensiero politico e a ridefinire quegli stessi concetti sul piano della teoria politica –, mancavano nel Dizionario di politica singole voci dell’“alfabeto” degli studi europei come “integrazione” e “funzionalismo”.

Con il crescere di questo fenomeno, si dimostrava sempre più evidente e opportuna la necessità di distinguere alcuni termini convenzionali dall’uso nuovo che ne veniva fatto in ambito europeo o ridefinirne l’accezione, tenendo presente gli sviluppi dell’integrazione, come nel caso di termini ambigui e difficilmente riconducibili all’esperienza comunitaria (es. convenzione e sussidiarietà). A ciò si legava poi il bisogno di definire meglio, anche da un punto di vista storico, l’impegno che ciascuno Stato membro aveva rivolto all’impresa in termini di governo, di azione politica e diplomatica e di sollecitazione ideale; lo stesso valeva per le molte personalità del mondo della politica, della cultura e della religione che avevano dedicato una parte cospicua della loro attività alla causa dell’unificazione del vecchio continente.

Proprio agli inizi degli anni Novanta, in Italia si avviava un primo tentativo in questa direzione con un dizionario agile, “di ampio respiro europeistico e internazionale” diretto a riportare “la terminologia giuridico-economica nell’accezione di più largo uso”(Dizionario europeo 1991: 5). L’intenzione manifesta del comitato scientifico era quella di rivolgersi a coloro che volessero “affacciarsi con competenza e professionalità nella nuova Europa”(ibid.). Si trattava di un’iniziativa del gruppo Editoriale Simone che inaugurava allora una nuova collana di dizionari multilingue e pubblicava nel 1991 il Dizionario europeo, preceduto di qualche anno da quello sul Diritto delle Comunità europee. Siamo tuttavia di fronte a un prodotto sintetico, destinato più a sviluppare una cognizione propedeutica dei principali termini in uso nell’ambito comunitario che una conoscenza approfondita, anche in chiave storica, dei concetti e dei fattori alla base del processo di integrazione europea.

A ridosso di Maastricht e nella prospettiva del grande allargamento si rinnova l’interesse per l’integrazione europea che porta nel 2000 alla pubblicazione del volume La Nuova Europa, appendice del Grande Dizionario Enciclopedico Utet. Si tratta di un’opera che intende offrire, come spiega Romano Prodi nella presentazione, uno spaccato della multiforme realtà europea, “illustrando il processo di integrazione ma anche le caratteristiche di ciascun paese e regione” per facilitare la “conoscenza dell’altro, del diverso” (La Nuova Europa 2000: VII). LaNuova Europa ha quindi un preciso orientamento e si avvale del processo storico, inserendo concetti e lessico europei in un quadro dalle coordinate più ampie, per promuovere la conoscenza dell’UE e del suo processo di costituzione. Questa importante appendice del Dizionario enciclopedico Utet è strutturata in due parti per “soddisfare meglio le esigenze di informazione del largo pubblico” (ibid.: VIII). La prima è dedicata all’analisi dell’UE considerata nei suoi aspetti storici, istituzionali, giuridici, economici e culturali ed è completata da tre utili apparati di approfondimento che riguardano i personaggi eminenti, il glossario dell’UE e il sommario cronologico dell’integrazione. La seconda parte, invece, fotografa la realtà dei singoli paesi europei posti in relazione al fenomeno dell’integrazione e propone un modo originale di rileggere la storia del processo, considerando per la prima volta non solo i rapporti fra i paesi del vecchio continente ma anche attraverso una specifica sezione “l’Europa vista da…”, capace di  presentarci una prospettiva esterna (Africa, America Latina, Giappone ecc.).

L’intento di far conoscere l’integrazione europea con i suoi concetti e il suo lessico naturalmente non è solo dell’Italia. Simili iniziative editoriali sono presenti negli anni Novanta anche in altri paesi europei ed extra europei e in diverse lingue. Di queste, ricordiamo solo le principali, tra cui L’Europe, 50 mots di Robert Toulemon (1992), il Dictionnaire de l’Union européenne diretto da Gilles Ferréol (1995), il Dictionnaire de l’Union européenne: politiques, institutions, programmes diretto da Christophe Degryse (1995), Europa von A bis Z curato da Werner Weidenfeld e Wofgang Wessels (1997), l’Historical dictionary of European organisations di Derek W. Urwin (1994), l’Historical dictionary of the European Community curato da Desmond Dinan (1993), What’s what and who’s who in Europe di Harry Drost (1995), la guida Europe: A concise encyclopedia of the European Union from Aachen to Zollverein di Rodney Leach (1998) per concludere con A Dictionary of the European Union di David Phinnemore e Lee McGowan (2002). Altre edizioni simili, tra cui dizionari, tesauri, glossari, guide e sinossi si potrebbero aggiungere alla lunga serie delle pubblicazioni rivolte a questo argomento, di cui si fa menzione nella bibliografia in calce a questa introduzione.

Il panorama delle opere destinate ai lettori che cercano risposte ai principali argomenti, fatti e concetti che riguardano l’UE è mutato con l’affermarsi e la diffusione di Internet che, con il nuovo millennio, hanno portato a una riduzione delle pubblicazioni cartacee e a un ripensamento metodologico di questo tipo di prodotti editoriali. Con Internet si è modificato molto anche il tipo di informazione richiesta dall’utente medio che cerca risposte rapide, esaustive e agevoli da reperire per comprendere facilmente l’Europa, senza perdersi in eccessive digressioni. Prevale infatti l’esigenza di avere un glossario snello della terminologia che permetta una rapida consultazione dei termini e dei concetti in uso; e in questa direzione l’universalità del web ha contribuito non poco a diffondere un vocabolario minimo dell’integrazione europea. Molti oggi conoscono o possono velocemente informarsi sul significato di Fiscal Compact, Eurozona, Banca centrale europea, Fondo regionale europeo e su molti altri termini in uso solo accedendo ai principali motori di ricerca o ai numerosi portali che rinviano a glossari specifici o direttamente ai siti web ufficiali delle istituzioni europee. Tali termini però si risolvono di frequente in definizioni semplificate, spesso riduttive e prive di un supporto scientifico perché nella maggior parte dei casi la loro funzione è quella di informare e descrivere in estrema sintesi le espressioni del lessico europeo. In generale, ci troviamo di fronte a strumenti “usa e getta” che difficilmente riescono a offrire quell’approfondimento critico e concettuale che appartiene a opere più complesse e articolate e che consentono al lettore di pervenire alla conoscenza dei termini e dei fenomeni con metodo appropriato e nella corretta prospettiva.

Questa tendenza ha certamente allargato il bacino degli utenti interessati all’UE e al suo funzionamento, contribuendo ad alfabetizzare i cittadini europei, ma ha comportato pure una semplificazione talvolta eccessiva dei contenuti, comprimendo gli aspetti analitici e la prospettiva storica. La progressiva sparizione di questi aspetti, essenziali in un dizionario che voglia spiegare l’UE e la sua integrazione senza sacrificare i passaggi fondamentali e le ragioni sottese alla sua creazione, è direttamente proporzionale alla crescente disaffezione nei confronti delle istituzioni europee. L’Europa appare sempre più affare economico e tecnico-giuridico e sempre meno affare politico e sociale. Per questo, occorre restituire all’analisi di quel processo una prospettiva che superi l’aridità dei tecnicismi e che permetta di riscoprire una storia comune e un patrimonio di valori condivisi. La corretta impostazione dei fenomeni e la loro analisi sul piano storico restano quindi i migliori strumenti di conoscenza di un processo che dovrebbe accrescere il senso di consapevolezza europea e rafforzare il sentimento di appartenenza all’Unione. Il progetto del Dizionario storico dell’integrazione europea, che in parte si trova in linea con altre pubblicazioni europee consimili, si pone proprio in questa direzione.

Verso la fine del primo decennio del nuovo millennio, sono stati infatti pubblicati almeno due importanti lavori diretti a rafforzare la conoscenza dell’Europa da questo punto di vista. Sorti in concomitanza della presidenza francese del Consiglio dell’UE e caratterizzati da un approccio multidisciplinare, il Dictionnaire critique de l’Union européenne (2008) e il Dictionnaire historique de l’Europe unie (2009) sono due prodotti rilevanti sotto questo profilo e hanno contribuito a rilanciare l’interesse per questo genere di pubblicazioni. In anni più recenti poi si sono aggiunte altre analoghe iniziative, tra cui rientra il nostro lavoro, con il chiaro intento di dare alla “lessicografia” europea nuova dignità. L’opera che qui si presenta si prefigge quindi, in termini molto concreti, l’obiettivo di fare del Dizionario uno strumento utile e funzionale, ma si pone soprattutto il fine di restituire a termini e concetti, frutto di un lungo processo di formazione ideale, politico, giuridico ed economico, la prospettiva storica per promuovere una nuova riflessione critica su l’Europa di oggi e sul comune sentire europeo. In tal senso facciamo nostra l’osservazione di Élie Barnavi, secondo il quale un dizionario europeo “présuppose non seulement le constat, banal, de l’existence d’une entité nommée Union européenne dont il est utile de présenter à ses citoyens les différentes facettes dans une perspective historique. C’est aussi affirmer implicitement que cette entité est une chose belle et bonne, et qu’il importe de la faire connaître pour encourager lesdits citoyens à y adhérer” (Gerbet, Bossuat, Grosbois 2009: 9).

Caratteristiche, strumenti e fruibilità

Fin dall’avvio del progetto, il comitato scientifico del Dizionario si è posto due obiettivi fondamentali per garantire alla complessa operazione editoriale una buona riuscita: da una parte andare incontro alle esigenze di un pubblico ampio ed eterogeneo senza compromettere le prerogative di scientificità e di qualità del lavoro di redazione delle voci; dall’altra soddisfare alcune condizioni tecniche oggi necessarie alla longevità di opere tanto complesse e ambiziose.

Per conseguire il primo obiettivo, il lavoro di compilazione delle voci è stato concepito in modo tale da offrire al lettore non specializzato un glossario semplice, aggiornato, dinamico e di rapida fruizione, che fosse tuttavia affidabile e autorevole. Si è stabilito quindi che il Dizionario dovesse prestarsi anzitutto alla curiosità di quanti volessero conoscere più in profondità l’Unione europea e il suo processo d’integrazione, senza rinunciare alla prerogativa di presentare sul piano storico i fenomeni correlati alla sua formazione e di offrire una definizione esaustiva e dettagliata dei diversi aspetti che la caratterizzano e la costituiscono (istituzioni, politiche, personaggi, strumenti giuridici, organizzazioni, concetti ecc.). Con le sue numerose voci dal taglio saggistico, questo progetto desidera superare la dimensione meramente didascalica e configurarsi piuttosto come un’opera divulgativa coniugando, al pari di altri dizionari enciclopedici, completezza, immediatezza e semplicità espositiva con un vasto apparato di saperi e di competenze. Tali requisiti sono confermati dalla presenza di firme autorevoli e prestigiose del mondo accademico nazionale e internazionale e di autori altamente specializzati nel campo degli studi europei e nei suoi diversi ambiti disciplinari (diritto, scienze storiche, politiche, sociali ed economiche). Ad accrescere l’autorevolezza dei contenuti, fra i redattori delle voci non mancano personalità di spicco del mondo politico, diplomatico e istituzionale nazionale ed europeo che con la loro esperienza conferiscono al Dizionario un contributo inedito di testimonianza oltre che di riconosciuta competenza. Tra questi vogliamo ricordare gli ormai scomparsi Valerio Zanone, Silvio Fagiolo e Bino Olivi.

Nonostante la complessità dell’opera, il carattere interdisciplinare delle voci e la varietà dei profili degli autori, il Dizionario conserva un approccio metodologico univoco che lo rende una guida sicura e versatile per chi voglia oggi districarsi fra le molte difficoltà che presenta il “cantiere” europeo. In estrema sintesi, nel suo complesso il Dizionario mantiene accanto a una pluralità di prospettive una uniformità espositiva e garantisce insieme un alto profilo scientifico e un’attitudine divulgativa, senza smentire le sue finalità intrinseche che vogliono fare di quest’opera uno strumento di conoscenza alla portata di tutti.

Raggiunto il primo obiettivo, emerge un’altra questione non meno problematica, quella che riguarda la capacità del Dizionario di resistere al tempo e ai cambiamenti, sempre più repentini, che rendono questo genere di pubblicazioni rapidamente obsolete. Un dizionario che voglia tenere informati i propri utenti, senza rincorrere la cronaca ma cercando comunque di stare al passo con i tempi, esige un ripensamento della strategia editoriale e l’uso di strumenti in grado di conservare a lungo attuali e attendibili i suoi contenuti. Basti pensare alla voce dedicata al “Regno Unito” e alla velocità con cui dovrà essere aggiornata a causa degli effetti che il referendum sulla Brexit avrà nei prossimi anni. Un altro rischio di obsolescenza deriva dalle biografiche delle personalità che si alternano al vertice delle istituzioni, dei gruppi e dei partiti politici europei e al costante apparire di nuove figure sulla scena della politica europea. Per ovviare a questi limiti nei quali necessariamente incorre un dizionario di tipo classico e per consentire al presente lavoro di restare un’opera di riferimento, si è pensato di dare al Dizionario storico dell’integrazione europea una doppia veste. Una tradizionale, che contempli la sua pubblicazione in formato ebook e che raccolga tutte le voci editate fino a oggi, e una più dinamica che si serva di un sito web per tenere aggiornati i lemmi, pubblicandone all’occorrenza di nuovi secondo il mutare delle condizioni e degli attori del processo di integrazione europea. In altri termini, si è voluto realizzare un dizionario ad aggiornamento permanente, in grado di seguire lo sviluppo degli eventi, offrendo ai propri utenti una guida di riferimento sicura e in costante sviluppo.

Siamo certi che la nuova strategia si presterà meglio a soddisfare le richieste di un pubblico sempre più vasto ed esigente, abituato a servirsi di strumenti tecnologici per apprendere o per lavorare, e risulterà più resistente alle insidie del tempo che minaccia di rapida erosione non solo i fatti storici più recenti, ma la stessa cronaca politica. La sua duplice natura consentirà al Dizionario di implementare rapidamente il proprio lessico, tenendo informato il lettore e facilitando così il dibattito sull’Unione europea. A conclusione del lungo processo di gestazione e redazione di questa annosa impresa editoriale, possiamo dirci sicuri che, nonostante i limiti ancora presenti, cui si spera di porre presto rimedio, questo lavoro inaugura una nuova tipologia di dizionari, offrendo un ausilio fondamentale a quanti vorranno affacciarsi con competenza e professionalità o per sola curiosità all’Unione europea, apprendendo la storia della sua integrazione, esplorandone paesi e personalità, scoprendone limiti e contraddizioni, risultati e successi.

Guida alla consultazione dell’opera

Il Dizionario si presenta diviso per categorie di lemmi: voci paese, voci biografiche e istituzionali. Alla prima sono ascrivibili tutti gli Stati membri dell’UE, nella seconda le biografie delle personalità implicate nel processo di integrazione europea, alla terza appartengono sia le voci che riguardano le istituzioni europee in senso stretto (Consiglio europeo, Commissione europea, Parlamento europeo ecc.) sia quelle dedicate ai trattati, piani ed accordi, alle politiche, ai movimenti e ai partiti politici (Movimento europeo, Partito socialista europeo ecc.), ai concetti (Federalismo, Eurocomunismo, Deficit democratico ecc.), agli strumenti (Fondo regionale europeo ecc.), alle carte (Carta dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione europea ecc.), ai principi e agli apparati giuridici (Gerarchia degli atti comunitari, Direttiva, Parere ecc.), ai meccanismi (Procedura di adesione dei paesi candidati, Allargamento ecc.), ai sistemi decisionali e di funzionamento (Cooperazione intergovernativa, procedura di concisione ecc.), alle condizioni (Acquis communautaire, Criteri di convergenza ecc.) e agli organi di stampa e ai mezzi di comunicazione.

La maggior parte delle voci sono completate da un’appendice bibliografica e da un elenco di link a siti web istituzionali. Anche in questo caso, le pagine online del Dizionario dedicate ai singoli lemmi potranno essere tenute costantemente aggiornate, riportando in calce a ciascuna voce le pubblicazioni più recenti. Un aspetto innovativo, anche dal punto di vista metodologico, è costituito dall’inserimento all’interno di alcuni lemmi di spazi di approfondimento distinti da un punto di vista editoriale dal resto del testo (box). Questi si presentano come veri e propri focus su temi specifici che richiedono un dettaglio maggiore o su argomenti che integrano o completano la voce in oggetto. Per fare solo un esempio, la voce dedicata alla “Danimarca” contiene diversi “box”, grazie a cui sono stati trattati temi specifici connessi al particolare approccio del paese nordico al processo di integrazione europea (“Opt-out della Danimarca”, “I Movimenti a favore del ‘No’” ecc.). Altrove i box prendono a esaminare alcune istituzioni presenti all’interno dei paesi membri con implicazioni nel processo d’integrazione, come le banche centrali nazionali. Nella prospettiva di uno sviluppo del Dizionario e rispondendo alle sue esigenze editoriali, il box costituisce uno strumento versatile che garantisce aggiornamenti rapidi e mirati, limitando gli interventi, comunque necessari, che riguardano la revisione e la riedizione episodica delle sue voci.

I lemmi sono disposti in ordine alfabetico e agli effetti della loro successione i termini composti da più parole sono sistemati in modo da privilegiare il soggetto della voce rispetto alla sua specificazione: si troverà così la voce “Integrazione, teorie della” e non “Teorie dell’integrazione” o “Allargamento, procedura di” anziché “Procedura di allargamento”. I nomi di persona che si succedono in ordine alfabetico, sono disposti per cognome e nome e quando nel testo di una voce biografica si ripresenta il nome della persona in oggetto, se ne dà soltanto l’iniziale del cognome (es. Jean Monnet, se citato nella voce omonima, sarà solo più M.). L’ebook e il sito web inoltre presentano una ricca appendice/sezione dedicata agli acronimi e una alle parole e ai termini stranieri in uso nel Dizionario (alias).

Come in ogni dizionario, per consentire un uso funzionale e articolato dei lemmi e garantire la migliore comprensione delle voci, si è istituita fra essi una rete di connessioni, indicate da apposti rinvii presenti sia nell’ebook sia nel sito web. Per quanto riguarda il primo, il rimando ad altra voce del Dizionario è sempre indicato in maiuscoletto, cui si può affiancare – a seconda del tipo di rinvio – un “v.” o “v. anche” (vedi o vedi anche) fra parentesi tonde che segue immediatamente il lemma cui si riferisce. Nel caso del sito web, invece, i rimandi sono contrassegnati in colore rosso e hanno le caratteristiche tipiche del collegamento ipertestuale (link). La rete dei rimandi interni è complessa e costituisce l’ossatura dell’intero corpo dell’opera, per cui richiede alcune precisazioni in merito alla scelta dei criteri utilizzati, con esempi che aiutino il lettore a comprendere le ragioni e la logica ad essi sottese.

Nel testo di alcune voci, il rinvio ad altro lemma del Dizionario è implicito perché vi è una coincidenza esatta della nominazione, come evidente dall’esempio riportato: “Nel rispetto della sua indipendenza e autonomia, la Banca centrale europea (v.) non è un’istituzione slegata dal contesto istituzionale dell’Unione europea (v.)”. Nel caso riportato, i termini “Unione europea” e “Banca centrale europea” rinviano immediatamente agli stessi lemmi presenti nel Dizionario, per cui nell’ebook sarà sufficiente il contrassegno “(v.)”. Nel sito web invece i due termini sono rinviati al rispettivo lemma con un link, senza ulteriori indicazioni. Altrove il rimando ha carattere disambiguo e specifica il lemma cui si fa riferimento perché nel testo non è del tutto esplicito: “Come prevede il progetto di Costituzione europea (v.) adottato dalla Convenzione (v. Convenzione europea) nel 2003”. Lo stesso criterio vale per alcuni paesi che possono essere citati in modi diversi, come nel caso di Gran Bretagna e Inghilterra che rimandano a Regno Unito o per l’Olanda che rinvia a Paesi Bassi.

I criteri che regolano i riferimenti incrociati fra le voci del Dizionario non sono solo di natura nominale, ma possono avere carattere tematico. In alcune circostanze, un termine presente nel testo di una voce può rimandare a un lemma attraverso un richiamo concettuale o per via di un nesso logico che trova una giustificazione nello sviluppo storico del processo di integrazione europea o nella sequenza degli sviluppi politici e istituzionali dell’UE. Per fare un esempio, laddove nel testo si citi il “Progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea”, il noto “Progetto Spinelli” del febbraio 1984, si troverà il rinvio allo stesso lemma e, di seguito, un rimando fra parentesi ad Altiero Spinelli e alla voce “Club del Coccodrillo”. Così, dove sia indicata l’Alta autorità – di cui non vi è lemma corrispondente nel Dizionario – si avrà un rinvio a Commissione europea che presenta un profilo storico dell’istituzione comunitaria e, quindi, una descrizione della prima Alta autorità. Tali criteri costituiscono un’innovazione metodologica e promuovono una modalità originale di esplorazione dell’opera che favorisce il lettore nella ricerca dei lemmi e nell’interpretazione dei dati e delle informazioni. In questo modo, l’ampia rete di rinvii del Dizionario offre più opportunità nella scelta delle voci da consultare e suggerisce percorsi alternativi di lettura che consentono e facilitano una più ampia comprensione del fenomeno dell’integrazione e del funzionamento della macchina istituzionale europea.

Ci auguriamo che questo lavoro possa contribuire a stimolare la curiosità del pubblico, promuovendo nel lettore il desiderio di conoscere e approfondire i molti risvolti dell’Unione europea, della sua storia e del suo funzionamento, dissolvendo ambiguità e pregiudizi che spesso dissuadono i più dal provare un sentimento di riconoscenza nei confronti di un’istituzione e di un’esperienza storica che hanno permesso all’Europa di vivere un’epoca di pace e di crescita senza precedenti.

Filippo Maria Giordano


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