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Euro

“Euro” è la denominazione della moneta comune europea, in sostituzione della precedente Unità di conto europea (European currency unit, ECU). Questa denominazione fu decisa dal Consiglio europeo di Madrid, contestualmente al raggiungimento dell’accordo politico che dava il via, il primo gennaio 1999, alla terza fase dell’Unione economica e monetaria (UEM).

Già il Trattato di Maastricht nel 1992 aveva previsto entro il 1999 l’introduzione di un regime di cambi irrevocabilmente fissi tra le monete nazionali dei paesi aderenti. Solamente in un secondo momento, e comunque non oltre il 2002, si sarebbe invece realizzata la sostituzione delle monete nazionali con la nuova moneta comune.

Elemento fondamentale per il passaggio a questa nuova fase era la realizzazione della convergenza economica tra i paesi aderenti, resa necessaria dall’impossibilità di congelare i rapporti di cambio in presenza di differenziali importanti d’inflazione o di deficit pubblico.

Coerentemente con le disposizioni di Maastricht e quelle di Madrid, il Consiglio europeo di Dublino del 13 e 14 dicembre 1996 stabilito stabiliva quindi un accordo sul quadro giuridico per l’impiego della nuova moneta, sul patto di stabilità e di crescita destinato a garantire il rispetto della disciplina di bilancio e sulla struttura del nuovo meccanismo di cambio per gli Stati non aderenti all’euro (v. anche Bilancio dell’Unione europea). Nella stessa occasione furono presentati i modelli di banconote destinati a entrare in circolazione il 1° gennaio 2002.

Allo scopo di garantire che una volta introdotta la moneta unica venisse mantenuta la disciplina in materia di bilancio, il Consiglio di Amsterdam (16-17 giugno 1997) recepiva queste disposizioni adottando un Patto di stabilità e di crescita tra i paesi partecipanti, oltre a nuove regole sul contesto giuridico dell’euro e sul meccanismo di cambio.

Il Consiglio europeo di Lussemburgo (12-13 dicembre 1997) completava le disposizioni già adottate definendo i principi e le modalità di un coordinamento economico rafforzato nel corso della terza fase dell’UEM.

L’anno successivo il Consiglio europeo designava quindi gli undici Stati membri in grado di entrare a far parte della zona euro: Austria, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Finlandia. Al contrario, Regno Unito, Danimarca e Svezia sceglievano di non partecipare alla moneta unica, mentre la Grecia non era giudicata in possesso dei requisiti necessari. A seguito di un riesame dello stato di convergenza della sua economia, il paese poteva però entrare a far parte della terza fase dell’UEM a partire dal primo gennaio 2001.

L’adozione della moneta unica rendeva inevitabile anche la condivisione delle politiche monetarie de paesi partecipanti, che portò alla creazione della Banca centrale europea (BCE) e del Sistema europeo di banche centrali (SEBC).

Il processo di nascita dell’euro ebbe termine il 25 dicembre 1998, quando il presidente della Commissione Jacques Santer e il commissario Yves-Thibault de Silguy resero noti i tassi di conversione definitivi nelle undici monete nazionali, entrati in vigore il 1° gennaio 1999. Da quel momento, l’euro diventava una moneta a pieno titolo, con un valore esterno corrispondente a quello del paniere ufficiale dell’ECU, che cessava di esistere.

Nella prima fase transitoria, fu introdotto come moneta scritturale: le banconote e le monete metalliche in circolazione, cioè, continuarono a essere denominate nelle unità monetarie nazionali.

A partire dal luglio 1999 cominciata cominciò però la produzione di monete e banconote di euro, distribuite in banche e imprese a partire dal settembre 2001, il cosiddetto euro fiduciario.

Quest’ultimo passaggio avuto ebbe termine il 1° gennaio 2002, quando la moneta comune entrò ufficialmente in circolazione, transitoriamente affiancata alle monete nazionali, fino al loro completo ritiro e uscita fuori corso (entro il 28 febbraio 2003).

Flavia Zanon (2006)