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Eurocorpo

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Il 59° vertice franco-tedesco (La Rochelle, 21-22 maggio 1992) costituisce l’Eurocorpo quale «grande unità a vocazione europea» per fornire all’Unione europea (UE) una «capacità militare propria» (Déclaration sur la création d’un Corps d’Armée franco-allemand à vocation européenne). Ne era il nucleo la Brigata franco-tedesca, operativa dal 1991, e creata con l’istituzione del Consiglio di sicurezza e difesa franco-tedesco (22 gennaio 1988) dal presidente François Mitterrand e dal cancelliere Helmut Josef Michael Kohl. Il 16 ottobre 1991, questi avevano annunciato la volontà di rafforzare, aprendolo agli altri membri della Unione dell’Europa occidentale (UEO), quel dialogo strategico che risaliva al Trattato dell’Eliseo, firmato da Charles De Gaulle e Konrad Adenauer il 22 gennaio 1963 con la trasformazione della Brigata in Corpo d’armata europeo.

Il problema del rapporto operativo con l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (North Atlantic treaty organization, NATO), venne risolto dal SACEUR Agreement (21 gennaio 1993), concluso fra i capi di Stato maggiore tedesco e francese e il comandante supremo delle forze alleate in Europa sulla base del rispetto della specificità di questa “forza multinazionale europea” e con l’impegno di adottare strutture e procedure NATO per facilitarne l’integrazione in caso di impiego comune. Con la Dichiarazione di Roma (19 maggio 1993) l’Eurocorpo era messo a disposizione della UEO per le Missioni di tipo “Petersberg” (dall’omonima Dichiarazione, 19 giugno 1992). Il 25 giugno, vi entrava così il Belgio, e il 24 settembre i tre membri concordavano sulla mobilitazione sotto il controllo politico della UEO. Il 1° ottobre, il primo comandante, il generale Helmut Willmann, assumeva l’incarico, ed il 5 novembre si insediava a Strasburgo il quartier generale (QG). Il 1° luglio 1994, vi aderiva la Spagna, ed il 14, sugli Champs Elysées ne sfilava una rappresentanza. Al termine della sua terza grande esercitazione, PEGASUS95 (18-30 novembre 1995), l’Eurocorpo era dichiarato operativo. Il 7 maggio 1996, il Lussemburgo ne era il quinto membro.

Secondo il quadro normativo delineato dai tre ultimi documenti citati e del Rapporto di La Rochelle, per decisione dei cinque Stati membri o su richiesta dell’Organizzazione delle nazioni Unite (ONU), NATO, UE, UEO o dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), l’Eurocorpo può essere impiegato, oltre che in combattimenti “ad alta intensità” per la difesa comune, in missioni umanitarie e di gestione delle crisi (peacekeeping o peacemaking). La decisione, presa con consenso, spetta all’organo politico-militare dal quale solo dipende l’Eurocorpo, e cioè il Comitato comune composto per ogni membro dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal direttore politico del ministero degli Affari esteri.

Nel 1998 470 militari del QG partivano in quattro scaglioni per la Bosnia per rafforzare il QG della SFOR (Stabilisation force). Il 29 maggio 1999, il vertice franco-tedesco di Tolosa metteva l’Eurocorpo a disposizione dell’UE in caso di crisi, decisione accolta al Consiglio europeo di Colonia (3-9 giugno). Si avviava il processo che avrebbe portato la UEO a cedere le funzioni di “gestione di crisi” alla UE. In novembre, a Lussemburgo, i membri dell’Eurocorpo stabilivano le modalità per trasformare l’unità in forza di reazione rapida a disposizione di NATO e UE. Il 28 gennaio 2000, il Consiglio della NATO decideva che il QG dell’Eurocorpo divenisse il nucleo del QG della KFOR (Kosovo Force). Fra marzo e ottobre, in 350 erano a Pristina e Skopje. Nel 2001, si svolgeva l’esercitazione COBRA-01 nel sud della Spagna. In aprile, l’Eurocorpo si candidava come “Deployable high readiness force Headquarters” di UE e NATO, e lo diveniva l’anno successivo, con l’esercitazione “Common effort”. Con l’European operational rapid force (EUROFOR) e l’European maritime force (EUROMARFOR), l’Eurocorpo entrava così nelle Forces answerable to Western European Union (FAWEU).

Il 3 settembre 2002 i membri dell’UE e della NATO furono invitati a contribuire all’Eurocorpo o a inviare ufficiali al QG. Così hanno fatto Grecia, Polonia e Turchia. Gran Bretagna (v. Regno Unito), Paesi Bassi e Italia hanno distaccato un ufficiale di collegamento, e in tal senso è stato firmato un accordo con Austria e Finlandia (25 febbraio 2003). Il 14 luglio 2003, il generale Holger Kammerhoff era sugli Champs Elysées alla testa di 120 uomini dell’Eurocorpo con i rappresentanti di EUROFOR ed EUROMARFOR, mentre AMX italiani, Mirage 2000-5 francesi, Jaguar britannici, F18 spagnoli, F16 belgi e olandesi, Tornado tedeschi sfrecciavano per l’Euroairgroup.

Nelle sue due versioni operative, la Force d’intervention légère (FIL) e quella Mécanisée (FIM), oltre alla brigata franco-tedesca (a Müllheim), fanno parte dell’Eurocorpo (2004): per la Francia uno Stato maggiore con due brigate meccanizzate (Limoges); per la Germania la 10a divisione blindata (Sigmaringen); per la Spagna la 1a divisione meccanizzata (Burgos); per il Belgio il Comando operazioni terrestre (ComOpsLand) (Evere) con la 1a (Leopoldsburg) e la 7a brigata meccanizzata (Marche-en-Famenne) cui è integrata l’unità da ricognizione del Lussemburgo.

David Burigana (2005)