Hübner, Danuta

H. (Nisko 1948), docente di Economia, ministro per l’Europa dal 2001 al 2003, Commissario polacco per gli Affari regionali nel 2005, ha studiato economia all’Istituto centrale di pianificazione e statistica (ora Scuola di economia) a Varsavia. All’età di 22 anni, diventa membro del Partito operaio unificato polacco (Polska zjednoczona partia robotnicza, PZPR). Dopo un anno di intermezzo come visiting scholar presso l’Università autonoma di Madrid, nel 1971 diventa ricercatrice presso l’Istituto centrale di pianificazione e statistica, ove completa la sua tesi di dottorato e consegue il titolo di post dottorato in relazioni commerciali internazionali. Tra il 1981 e il 1987 ricopre la carica di vicedirettore dell’Istituto di ricerca per i paesi in via di sviluppo. Nel 1987, H. lascia il PZPR, insoddisfatta dell’incapacità del partito di affrontare la crisi economica del regime comunista. Tra il 1988 e il 1990 è borsista Fulbright presso l’Università della California, a Berkeley. Prosegue la sua carriera accademica, tra il 1991 e il 1994, come vicedirettore dell’Istituto per lo sviluppo e gli studi strategici. Nel 1992 ottiene il titolo di professoressa ordinaria dall’allora presidente Lech Wałesa.

La carriera politica di H. inizia nel 1994 nel governo dell’Alleanza della sinistra democratica (Sojusz lewicy demokratycznej, SLD) e del Partito popolare polacco (Polskie Stronnictwo Ludowe, PSL). Nel 1994 è nominata sottosegretario di Stato al ministero dell’Industria e del commercio e, tra il 1995 e il 1996, le viene affidato il ruolo di negoziatore principale per l’Adesione della Polonia all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE). Nel 1996 sostituisce Jacek Saryusz-Wolski nel ruolo di direttore del settore per l’integrazione europea come plenipotenziario (v. anche Integrazione, teorie della; Integrazione, metodo della). Presiede la creazione del Comitato per l’integrazione europea (Komitetu integracji europejskiej, KIE) e l’Ufficio del comitato per l’integrazione europea (Urządu komitetu integracji europejskiej, UKIE). Successivamente occupa la posizione di segretario del KIE, con la carica di segretario di Stato e di direttore dell’UKIE fino alle elezioni dell’autunno 1997, quando il governo di sinistra del SLD-PSL lascia il posto alla coalizione Azione elettorale Solidarność (Akcja wyborcza Solidarność, AWS)-Unione della libertà (Unia wolności, UW).

Nel dicembre 1997, H. diventa cancelliere capo del presidente Aleksander Kwaśniewski. La sua reputazione di amministratrice efficiente è confermata dall’attività svolta in seno alla Cancelleria. La sua carriera internazionale conosce un balzo in avanti nel 1998, quando è nominata sottosegretario generale della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa, a Ginevra, ricevendo l’incarico di assistere i paesi dei Balcani e gli Stati dell’ex blocco sovietico nello sviluppo delle loro economie in transizione. In un’intervista con l’agenzia di stampa polacca, Kwaśniewski affermerà che l’operato di H. all’interno della Commissione economica dell’ONU per l’Europa era la continuazione delle politiche della Polonia, poiché appoggiava, in un forum internazionale, coloro che avevano meno possibilità nel processo di trasformazione e che avrebbero seguito la Polonia nell’adesione all’Unione europea (v. “PAP”, 1998). Nel giugno 2000 H. viene promossa alla posizione di segretario esecutivo della Commissione economica dell’ONU, diventando una delle donne più importanti in seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite.

H.torna in Polonia dopo le elezioni parlamentari del 2001, vinte dalla SLD. La sua reputazione di amministratrice professionale e politicamente indipendente sarà decisiva per la sua nomina a direttore di un ufficio di particolare delicatezza politica, quale quello per l’integrazione europea. La SLD era salita al governo nel periodo in cui la Polonia era ancora considerata un caso problematico tra i paesi che conducevano le trattative di adesione con l’UE. I problemi derivavano dal fatto che il precedente governo non aveva rispettato le scadenze della Commissione europea per la trasposizione legislativa dell’acquis communautaire (v. Acquis comunitario). Poco dopo il novembre 2001, H. dichiarava al quotidiano “Życia Warszawy”: «Dobbiamo cancellare l’immagine della Polonia come un paese che sta tirando per le lunghe l’intero processo dei negoziati per l’adesione. Ciò riduce il nostro margine di manovra nei negoziati […]. La Polonia è nota come il paese che ha fatto ritardare i negoziati con l’UE a causa delle sue posizioni intransigenti sui periodi di transizione in merito all’acquisto di terreni da parte di stranieri e alla libertà di circolazione dei lavoratori» (v. Zaluska, 2001). H. avrà pertanto un ruolo decisivo nella formulazione della nuova strategia negoziale del governo della SDL, contraddistinta da una maggiore flessibilità e dal tentativo di rimediare al ritardo nelle trattative. Grazie a questo cambiamento la Polonia riuscirà a chiudere diversi capitoli dei negoziati. Nel 2002 – dopo i dibattimenti a Copenaghen – la Polonia concludeva le trattative insieme al resto dei paesi in transizione.

La triplice nomina di H. a viceministro degli Esteri, a segretario del KIE e a direttore dell’UKIE servirà a risolvere le difficoltà di coordinamento che avevano ostacolato il precedente governo nel procedere con la trasposizione legislativa e i negoziati dei capitoli. Il ruolo di “triplice segretario” di H. è efficace nell’unire l’azione dell’UKIE e del ministero degli Esteri (Ministerstwo Spraw Zagranicznych, MSZ) negli affari europei, potenziando dunque l’efficacia dell’azione governativa. Il dipartimento per l’UE del MSZ inizia la propria attività comeSegretariato europeo” e il negoziatore principale è spostato dalla Cancelleria del primo ministro al MSZ per diventare l’immediato subordinato di H.

Sotto la guida di H., l’UKIE si integra ancora di più con il dipartimento dell’MSZ per l’integrazione europea. La squadra del negoziatore principale proveniente dalla Cancelleria del primo ministro e il dipartimento per l’adesione dell’UKIE si fondono con il dipartimento per l’UE del ministero degli Esteri. Alcuni analisti dell’UKIE e della Cancelleria formano un nuovo dipartimento per l’analisi socio-economica all’interno dell’UKIE. Grazie a un accordo informale, H., il negoziatore principale e il ministro degli Esteri possono impartire istruzioni dirette sia ai dipartimenti dell’UKIE che a quelli dell’MSZ (il suo pilastro europeo), aggirando così i consueti canali interministeriali (v. Zubek, 2001).

A partire dal marzo 2002, prende parte al lavoro della Convenzione europea sulla riforma delle Istituzioni comunitarie. Quando il governo polacco si arrende finalmente alla firma della bozza di Costituzione europea, il movimento di destra Lega delle famiglie polacche (Liga polskich rodzin, LPR) presenta una mozione al Parlamento per sfiduciare H., a causa del suo sostegno a un testo che, secondo la Lega, conteneva condizioni sfavorevoli per la Polonia (v. RFE/RL, 2003). Il 16 aprile 2003, ad Atene, H. insieme al primo ministro Leszek Miller e al ministro degli Esteri Włodzimierz Cimoszewicz, firma il Trattato di adesione della Polonia all’UE ed è quindi coinvolta nella campagna per il referendum sull’adesione della Polonia all’UE.

Il 20 febbraio 2004, Miller propone H. come primo commissario polacco. La sua candidatura è appoggiata anche da Aleksander Kwaśniewski, ma le sue posizioni durante i negoziati di adesione sull’integrazione della Polonia nell’ambito della Politica agricola comune (PAC) l’hanno resa persona non grata al PSL e al partito di destra Diritto e giustizia (Prawo i sprawiedliwość, PiS), che si oppongono pertanto a tale candidatura.

Il 1° maggio 2004, H. assume l’incarico di membro della Commissione europea, come responsabile della Direzione per la politica regionale. A causa degli interessi acquisiti della Polonia nei fondi regionali (v. anche Fondo europeo di sviluppo regionale; Politica di coesione), alcuni commenteranno al riguardo che ciò equivaleva ad «affidare al topo il compito di distribuire il formaggio», ma la reputazione di imparzialità di H. rassicura gli altri membri del collegio dei commissari sulla sua indipendenza nell’esercizio dei propri poteri.

Madalena Pontes-Resende (2008)