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Zolotas, Xenofon

Z. (Atene 1904-ivi 2004) dopo gli studi in legge all’Università di Atene si specializzò in scienze delle finanze a Parigi, dove recepì le idee riformiste della socialdemocrazia europea. Trasferitosi in Germania, nel 1926 conseguì il dottorato di ricerca presso l’Università di Lipsia con una tesi intitolata Griechland auf dem Weg zur Industrialisierung (La Grecia sulla via dell’industrializzazione), nella quale affrontava il problema storico della modernizzazione economica in un paese agrario. Ritornato in Grecia nel 1928, iniziò a soli ventiquattro anni una brillante carriera accademica all’Università di Atene.

Membro del Consiglio superiore dell’Economia (1932) e della delegazione greca al Consiglio economico dell’Intesa balcanica (1934-1939), Z. si impose nella vita politica nazionale con un indiscusso carisma intellettuale. Benché le sue idee sul socialismo liberale incontrassero il netto dissenso degli ambienti conservatori, egli conservò gli incarichi pubblici dopo il crollo della Repubblica e l’instaurazione della dittatura del generale Metaxas (1936). Nel 1941, all’indomani dell’invasione della Grecia da parte delle forze dell’Asse, fondò l’Unione socialista, assieme ad altri esponenti politici di formazione riformista, tra i quali Iorgos Papandreu, presidente del primo governo nominato dopo la Liberazione.

Nell’ottobre 1944, Z. fu nominato governatore generale della Banca di Grecia, carica che conservò per un periodo di appena tre mesi. In questo breve e tormentato periodo, Z. riuscì ad adottare misure decisive per il risanamento finanziario della Grecia, ridotta alla bancarotta dalle conseguenze economiche dell’occupazione. Siglato l’accordo con le autorità britanniche per la stabilizzazione monetaria del paese, nel mese di novembre varò il piano per la riconversione della dracma. Nell’immediato dopoguerra, Z. fu nominato presidente del Consiglio d’amministrazione della Banca dell’agricoltura di Grecia e responsabile per la Grecia del Fondo monetario internazionale, nonché membro della commissione greca dell’United Nations relief and rehabilitations administrations (UNRRA) per la gestione degli aiuti umanitari americani.

Dopo la fine della guerra civile seguita alla Liberazione (1946-1949), fu ministro per il Coordinamento nel governo presieduto da Dimitrios Kiousopoulos, con il quale nel 1953 si chiuse la parentesi dei governi di coalizione, espressione delle correnti moderate e dei circoli liberali riformisti, che avevano caratterizzato la prima incerta fase di stabilizzazione politica del paese. Nel nuovo quadro politico, delineato dall’ascesa al potere delle destre guidate dal maresciallo Papagos, Z. rimase consulente del governo per le questioni finanziarie. Esaurita la prima fase del risanamento monetario del dopoguerra, nel 1953 egli diede un decisivo apporto alla riforma monetaria che, con un’ulteriore riconversione della dracma e una svalutazione del 50% della moneta greca in rapporto al dollaro, ancorò definitivamente la ripresa economica della Grecia al mercato statunitense.

Nel 1955, quando Konstantinos Karamanlis fu chiamato dal re a sostituire il defunto maresciallo Papagos alla guida del governo, Z. fu nominato di nuovo governatore generale della Banca di Grecia. In piena sintonia con l’orientamento europeista del primo ministro e con la firma, nel 1957, degli Accordi di Roma che prefigurarono la graduale integrazione della Grecia nell’area del Mercato comune europeo, Z. si fece promotore di una politica di stabilizzazione economica e finanziaria volta a sostenere la candidatura del suo paese come futuro Stato membro della Comunità economica europea (CEE).

Passato attraverso i molteplici cambiamenti di regime politico interno susseguitisi in oltre trent’anni di carriera politica, nel 1967, dopo il colpo di Stato dei Colonnelli, Z. abbandonò sia l’incarico di governatore generale della Banca di Grecia sia la cattedra universitaria, con un duplice atto di dimissioni compiuto all’insegna della più netta opposizione nei confronti della dittatura militare. Nel luglio 1974, all’indomani del crollo del regime, fu nominato ministro per le attività di Coordinamento nel governo di unità nazionale presieduto da Konstantinos Karamanlis. Insediatosi di nuovo ai vertici della Banca di Grecia, nel medesimo ruolo istituzionale che aveva rivestito nel biennio 1959-1961, diede un contributo decisivo alla ratifica degli accordi per l’ingresso definitivo della Grecia nella CEE siglati tra il 1979 e il 1981. Dopo la formazione, in quello stesso anno, del primo governo socialista nella storia del paese guidato dal Partito socialista panellenico (Panellinio sosialistiko kinima, PASOK) di Andreas Papandreu, fu sostituito nella carica di governatore generale della Banca di Grecia, divenendone presidente onorario.

Nel 1989, sullo sfondo della grave crisi politico-istituzionale provocata dall’ondata di scandali finanziari che coinvolsero lo stesso Papandreu e numerosi altri esponenti del PASOK, all’indomani di due tornate elettorali tenute a distanza di pochi mesi, Z. accettò all’età di 85 anni di presiedere il governo tecnico, appoggiato dai socialisti, dal partito di centrodestra della Nuova democrazia e dalle sinistre riunite nella coalizione della Synaspismos, incaricato di portare il paese fuori dall’impasse elettorale.

Konstantinos Kornetis (2010)