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Banca centrale della Repubblica di Estonia

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La Eesti Pank è la Banca centrale della Repubblica di Estonia. Il suo compito fondamentale è quello di garantire la stabilità dei prezzi in Estonia. A questo scopo, la Eesti Pank svolge le seguenti funzioni: partecipa alla politica economica estone implementando una politica monetaria indipendente, consultando il governo e promuovendo la cooperazione internazionale; supervisiona la stabilità finanziaria, impostando le politiche del settore finanziario e mantenendo sistemi di pagamento affidabili ed efficaci; predispone la circolazione di contanti in Estonia.

La Eesti Pank fu fondata il 24 febbraio 1919 su decisione del governo provvisorio dell’Estonia. Nel giugno 1940, dopo l’annessione dell’Estonia all’Unione Sovietica, venne nazionalizzata diventando l’Ufficio repubblicano estone della Banca statale dell’URSS. Il 28 agosto 1941, dopo l’occupazione di Tallinn da parte delle truppe tedesche, la Eesti Pank riprese la sua attività. Formalmente la banca venne denominata “Eesti Pank”, ma in realtà non era una banca centrale. Era piuttosto una banca che operava sotto il controllo delle autorità di occupazione, fornendo servizi ai governi locali e ad altre istituzioni e predisponendo l’avvicendamento della nuova valuta di occupazione.

Negli anni compresi tra il 1944 e il 1990, l’attività bancaria del paese fu ancora una volta orientata verso il sistema monetario e bancario dell’Unione Sovietica. La banca centrale, come istituzione, era inesistente. L’anno 1987 aveva già fornito un chiaro segnale dell’imminente crisi sia dell’economia dell’Unione Sovietica che del suo sistema bancario. Al contempo quello stesso anno si rivelò decisivo: si può considerare l’anno in cui iniziarono i preparativi per la ricostituzione della Eesti Pank. Nel maggio 1989 il Consiglio supremo della Repubblica Socialista Sovietica estone (RSS) approvò l’idea di autofinanziamento del paese e adottò la legge sui fondamenti di autofinanziamento della RSS estone. Entrambi i documenti prevedevano un sistema bancario nazionale che comprendesse l’istituzione di una banca centrale e l’introduzione di una valuta nazionale. Il 15 dicembre 1989 il Consiglio supremo della RSS dell’Estonia approvò la risoluzione per ricostituire la Eesti Pank.

La Eesti Pank tornò a essere operativa il 1° gennaio 1990, dopo una pausa di 50 anni. Assorbì l’agenzia di Tallinn della Banca del commercio estero dell’Unione Sovietica, trasformandola nel Centro operazioni in valuta estera della Eesti Pank. La banca centrale tentò inoltre, entro i suoi limiti, di compiere ulteriori passi per liberalizzare l’economia e di attuare la transizione verso un’economia di mercato: iniziò a organizzare aste di valuta, a pubblicare stime della quantità di rubli in circolazione, a rilasciare autorizzazioni per pagamenti e saldi in valuta estera, ecc.

Nel settembre 1991 Siim Kallas fu nominato presidente della Eesti Pank. Egli stabilì l’obiettivo di attuare la riforma monetaria non più tardi della prima metà del 1992. L’Estonia aveva ristabilito la sua indipendenza, che era la principale condizione preliminare per l’introduzione della valuta nazionale. Nel 1992 la questione principale riguardò la scelta del sistema monetario. Doveva essere un sistema affidabile, chiaro e semplice poiché il successo di qualsiasi valuta dipende dalla fiducia e soltanto un sistema monetario vincente avrebbe potuto rafforzare la fiducia nella moneta legale di un piccolo paese che aveva appena ristabilito la sua indipendenza. Il regime di currency board applicato in Estonia fece agganciare la corona a una moneta-àncora. La base monetaria messa in circolazione dalla Eesti Pank era pienamente sostenuta da un cambio liberamente convertibile e non sussistevano restrizioni sulle transazioni estere. Dalla riforma monetaria e fino al dicembre 2001, la corona estone era stata agganciata al marco tedesco: 8 eek = 1 dem. Oggi la corona è ancorata all’Euro con il seguente tasso di cambio: 1 euro = 15,6466 eek. La riforma monetaria venne attuata il 20 giugno 1992. La corona estone venne dichiarata l’unica valuta legale in circolazione e la Eesti Pank l’unico ente regolatore delle relazioni monetarie in Estonia.

Dal 1992 l’obiettivo della politica monetaria estone è stato quello di raggiungere e mantenere una valuta stabile per assicurare la stabilità dei prezzi e una crescita economica sostenibile. La riforma monetaria ha gettato le basi per lo sviluppo di un contesto macroeconomico stabile, sostenuto, innanzitutto, da una politica economica equilibrata, che potesse gradualmente rafforzare il settore finanziario e favorire il rapido riorientamento del settore reale verso mercati esteri sviluppati.

La politica monetaria dell’Estonia indipendente può essere suddivisa in tre fasi: creazione e implementazione del sistema monetario; aggiornamento della politica monetaria; preparativi per l’ingresso nell’eurosistema.

L’evento più significativo degli ultimi dieci anni è stato senza dubbio la riforma monetaria attuata con l’obiettivo di introdurre la valuta nazionale e raggiungere una stabilità economica attraverso la politica dei cambi. La riforma ha avuto esiti molto positivi ed è riuscita a diminuire rapidamente sia il tasso di inflazione che i tassi d’interesse sui depositi e sui prestiti. La stabilità economica ha aumentato la fiducia nella corona estone e di conseguenza anche gli investimenti esteri diretti, fattore molto importante per uno Stato in via di sviluppo come l’Estonia. Negli anni successivi alla riforma, oltre ad attuare una politica economica conservatrice, è stata migliorata anche l’efficienza del sistema finanziario, creando un quadro regolamentare conforme alle norme internazionali in materia di adeguatezza patrimoniale, rapporti di liquidità e requisiti di capitale sociale minimo.

A metà degli anni Novanta è aumentata la necessità di regolamentare il quadro d’azione della politica monetaria. Per facilitare l’integrazione del sistema bancario nei mercati esteri sono state abolite le differenze dei tassi di cambio nell’acquisto e nella vendita della corona estone rispetto alla valuta di riferimento tra la Eesti Pank e gli istituti di credito. Inoltre, per promuovere lo sviluppo di un mercato monetario interno, la banca centrale ha iniziato a far riferimento ai tassi d’interesse dei mercati finanziari. In più, per poter incrementare i cuscinetti di liquidità, è stato introdotto il sistema delle medie mensili nelle riserve obbligatorie e alle banche è stato concesso di effettuare depositi e operazioni presso la banca centrale.

In un ambiente economico in via di stabilizzazione, l’aumento dell’efficienza del sistema di currency board e la preparazione all’adesione all’Unione economica e monetaria (UEM) sono stati gli obiettivi principali della politica monetaria estone nel 1999, considerata anche la condizione di Stato in fase di adesione dell’Estonia e l’introduzione dell’euro come moneta di conto.

Il sistema monetario dell’Estonia, che si basa su regole molto rigide, si è rivelato affidabile per tutto il periodo della riconquistata indipendenza e ha fornito un quadro ben definito per una politica monetaria affidabile e trasparente. I prerequisiti per una convergenza “morbida” sono: una politica fiscale ed economica conservatrice, un consolidamento finanziario sostenibile e riforme strutturali continue per aumentare la credibilità dell’Estonia sia presso i residenti sia presso gli investitori stranieri (v. anche Criteri di convergenza).

Il 16 aprile 2003 l’Estonia insieme ad altri nove Stati in via di adesione firmò il Trattato di adesione all’Unione europea. L’adesione fu approvata anche con il referendum del 14 settembre 2003. Secondo il Trattato di adesione tutti i nuovi Stati membri vengono ammessi con deroga all’Unione economica e monetaria. La Eesti Pank considera l’adozione finale dell’euro un passo fondamentale per l’economia estone al fine di garantire un clima favorevole agli investimenti, migliorare la propria competitività, rafforzare le condizioni per una crescita economica sostenuta a lungo termine ed equilibrata, e un miglioramento degli standard di vita.

L’Estonia ha aderito alla zona euro dal 1° gennaio 2011.

Barbi Pilvre (2012)