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Gruppo della sinistra europea e della sinistra verde nordica

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Il 12 marzo 1969, deputati provenienti dal Partito comunista italiano (PCI) sedettero per la prima volta sui banchi del Parlamento europeo. Quando, nel 1973, anche i comunisti francesi entrarono a far parte dell’emiciclo di Strasburgo, fu creato il Gruppo comunista e apparentati, guidato all’inizio da Giorgio Amendola. Nel corso degli anni Ottanta, esauritasi l’esperienza dell’Eurocomunismo, nel gruppo si acuirono le tensioni, dovute a diverse visioni del futuro politico del comunismo e dell’Europa, che sfociarono nell’estate 1989 in una vera e propria scissione con la costituzione di due gruppi distinti. Il 20 luglio 1989 il Partito comunista italiano (PCI), l’Izquierda unida spagnola, il Synaspismos greco e il Socialistisk Folkeparti danese (SF) fondarono la Sinistra unitaria europea. In questo gruppo, in seguito allo scioglimento del PCI nel 1991, rimase il Partito della rifondazione comunista, mentre il Partito democratico della sinistra raggiunse la Confederazione dei Partiti socialisti della Comunità europea (v. Partito socialista europeo). Poco dopo, gli altri partiti del vecchio gruppo – il Partito comunista francese (PCF), quello portoghese (PCP) e il KKE greco (Kommounistiko komma Elladas) –, insieme a un deputato nordirlandese del Partito dei lavoratori, fondarono la Coalizione delle sinistre. I due gruppi si unirono nuovamente nel 1994, all’inizio della quarta legislatura del Parlamento europeo (PE), nel Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea (chiamato GUE, acronimo del francese Gauche unitaire européenne). Lo scopo del nuovo gruppo era quello di riunire i partiti della sinistra non socialista del PE in un’organizzazione, in cui ciascun partito mantenesse la propria autonomia, soprattutto nelle questioni riguardanti la politica nazionale.

In seguito all’Allargamento dell’Unione europea (UE) ad Austria, Finlandia e Svezia nel 1995, nuovi partiti, provenienti dai paesi appena entrati, si unirono ai membri fondatori del gruppo. Dall’unione dei partiti scandinavi nacque la Sinistra verde nordica (NGL, Nordic green left) che si aggiunse alla GUE, portando all’attuale formazione GUE/NGL. Nel 2003, in previsione dell’allargamento del 1° maggio 2004, furono accolti nel Gruppo osservatori provenienti da alcuni dei 10 paesi entranti. Dopo le elezioni del 2004, divennero ufficialmente membri deputati provenienti da Cipro e dalla Repubblica Ceca. La GUE/NGL ha sempre mantenuto stretti rapporti di collaborazione anche con partiti non rappresentati nel PE.

La dichiarazione costituente del nuovo Gruppo della sinistra non socialista, firmata a Bruxelles il 14 luglio 1994, conteneva le indicazioni che i deputati iscritti avrebbero dovuto osservare nella propria attività parlamentare. Vi erano indicati gli obiettivi principali necessari, secondo i firmatari, a creare un diverso modello d’Europa, in cui avrebbe dovuto esistere un’area sociale comune per garantire a tutti i cittadini europei eguaglianza dei diritti. Tra le principali questioni toccate erano citate la lotta alla disoccupazione e la tutela dell’ambiente, oltre che la situazione degli immigrati. La dichiarazione auspicava un avvicinamento sempre maggiore tra le economie dei paesi membri dell’UE, in modo da costruire una “Europa solidale”, secondo i valori tipici della sinistra non socialista. Il concetto di un’Europa diversa riguardava anche il sistema politico-istituzionale, per il cui miglioramento, secondo i firmatari, sarebbe stato necessario colmare il Deficit democratico. A tale riguardo la proposta era duplice: da una parte, si suggeriva di rafforzare i legami tra i parlamenti nazionali e quello comunitario e, dall’altra, di organizzare consultazioni a livello europeo sui trattati che sarebbero stati firmati da quel momento in poi. Dal punto di vista delle relazioni comunitarie con l’esterno, una delle aspirazioni principali era quella di aumentare la cooperazione con i paesi appartenenti all’Europa centro-orientale, in modo da permettere loro uno sviluppo autonomo, tentando di preservarli da alcune conseguenze negative dell’apertura dei mercati, come il dumping sociale.

Alle elezioni europee del giugno 2004, il Gruppo confederale della GUE/NGL si confermava il quinto gruppo in ordine di grandezza al PE, con 41 deputati in rappresentanza di 16 partiti membri provenienti da 13 diversi paesi dell’UE. L’attività parlamentare del gruppo segue alcune priorità: la politica del lavoro e della formazione, la politica della tutela dei diritti delle donne, la politica dello sviluppo e quella della difesa dei Diritti dell’uomo.

Giulia Devani (2008)