Bildt, Carl

Proveniente da una famiglia aristocratica i cui membri, oltre che nella politica, si sono distinti nella carriera diplomatica e militare, B. (Halmstad, Svezia 1949) è stato presidente del Partito moderato (conservatore) svedese nel 1986 e ha ricoperto la carica di primo ministro fra il 1991 e il 1994. Con sorpresa di molti, nell’ottobre del 2006 è ritornato alla politica nazionale assumendo la carica di ministro degli Affari esteri. Secondo un osservatore internazionale, B. avrebbe portato «esperienza, attenzione a livello internazionale e rappresentato una voce alquanto dissidente della vecchia guardia nel governo». (Q. Peel, “Financial Times”, 18 ottobre 2006).

La carriera politica di B. comincia nel 1973-1974, quando viene posto alla guida dell’Associazione degli studenti moderati. Nel 1973, Gösta Bohman, all’epoca segretario del partito e suo futuro suocero, conferisce a B. l’incarico (part time) di segretario politico nel Partito moderato. Nel 1976, quando i partiti non socialisti vincono le elezioni generali e formano una coalizione di governo, B. diventa consigliere con funzioni di coordinatore. La coalizione si scioglie nel 1978 a causa di tensioni interne; l’anno successivo si costituisce una nuova coalizione a tre e B. viene nominato sottosegretario di Stato nel Segretariato di coordinamento dell’Ufficio di gabinetto. Eletto deputato nel 1979, diventa membro del consiglio del partito nel 1981. Ha rappresentato il partito in diverse commissioni per la difesa, fra cui la Commissione per la difesa sottomarina nel 1982. Nel Parlamento è stato portavoce del partito per gli Affari esteri e la Sicurezza. È stato anche membro della delegazione al Consiglio nordico e nel 1988 è diventato presidente del gruppo conservatore del Consiglio. Molto attivo nel campo della cooperazione con i paesi nordici, B. ha promosso in particolare il dialogo con i politici finlandesi e altri opinion formers, e con i paesi baltici.

L’ampia rete di rapporti internazionali di B. è stata creata principalmente nel periodo in cui egli era presidente degli Studenti democratici europei, alla metà degli anni Settanta. In questa veste B. compì numerosi viaggi, in particolare in Spagna e in Portogallo, allorché i due paesi attraversavano una fase di transizione da un regime autoritario ad un governo democratico. Come presidente dell’organizzazione B. partecipò alla cosiddetta conferenza interpartitica che riuniva la maggior parte dei partiti conservatori e alcuni partiti democristiani europei (v. anche Partiti politici europei), e da cui nel 1978 nacque l’Unione democratica europea. In questa circostanza B. fece parte del gruppo di lavoro sull’eurocomunismo.

B. ha svolto un ruolo attivo anche nell’Unione democratica internazionale (UDI) fondata nel 1983, che riunisce i più importanti partiti politici di centrodestra del mondo. Membro del Comitato permanente per gli Affari esteri, prese parte anche agli incontri tra parlamentari e leader di partito, e fu nominato vicepresidente dell’Unione dalla Conferenza dei leader di partito svoltasi a Tokyo nel settembre 1989. Come ha ricordato Margaret Thatcher nelle sue memorie, B. fu la “star” di quella conferenza, pronunciando «un discorso di una impressionante solidità thatcheriana, tanto che applaudendolo mi sembrava di tributare un’ovazione a me stessa».

Nel luglio 1990 B. venne eletto presidente dei deputati, con responsabilità particolari per le relazioni fra Unione democratica europea e Unione democratica internazionale, nonché per i contatti con i partiti membri di quest’ultima organizzazione negli Stati Uniti, in Estremo Oriente e in Unione Sovietica. La politica russa fu una delle più importanti priorità di B. negli anni in cui fu presidente dell’UDI, fra l’ottobre 1992 e il settembre 1999.

Grazie al ruolo ricoperto in entrambe le organizzazioni, B. stabiliva stretti contatti con i maggiori politici europei, fra cui l’allora cancelliere tedesco Helmut Josef Michael Kohlmentore politico di B., che considerava un suo protetto. I due continueranno ad incontrarsi nel corso degli anni per colloqui informali: fra gli argomenti trattati, l’organizzazione e gli orientamenti del Partito popolare europeo.

Già negli anni Settanta B. avuto ebbe incontri con i cristiano-democratici tedeschi, per esempio come osservatore nelle conferenze di partito. Presenziò anche a numerosi incontri, in Germania e altrove, organizzati dalla Fondazione Konrad Adenauer.

Attraverso l’UDI B. rafforzato rafforzò i suoi contatti con personaggi di spicco collegati alla politica statunitense e alla Casa Bianca. In una lettera del 10 ottobre 1992 il presidente George W. Bush senior si congratulava con B. per la sua elezione a presidente dell’organizzazione, apprezzandone la «leadership dinamica» e ringraziandolo per le attività svolte in favore dell’area baltica, in particolare in relazione al ritiro delle truppe russe.

Uno degli amici americani di B. è Karl Rove, influente capo strategico e consigliere politico di George W. Bush. Nel dicembre 1998 B. e Rove si consultavano sulla possibilità di aiutare l’allora governatore del Texas e aspirante presidente degli Stati Uniti a elevare il suo profilo internazionale e ad ampliare i suoi contatti con i leader di centrodestra europei. B. sostenne allora che in considerazione dell’«esposizione molto limitata del governatore Bush nelle questioni estere, sarebbe stato necessario dargli maggiore visibilità». Bush e B. si incontrarono nella residenza del governatore ad Austin nella primavera del 1999.

B. ha instaurato contatti con il Comitato nazionale repubblicano e, più in generale, con importanti centri di ricerca di Washington, esempio tra cui l’American enterprise institute e la Heritage foundation. Anche questi contatti hanno avuto un’influenza duratura sugli orientamenti e sul comportamento politico di B.

Dopo l’uscita dal governo, poco interessato alle beghe della politica interna, B. lasciava ad altri sia l’organizzazione del partito che quella del gruppo parlamentare. Nel novembre 1998 comunicava in una lettera a Karl Rove che avrebbe continuato ad essere presidente del Partito moderato e dell’Unione democratica internazionale, ma nel settembre 1999 si dimetteva da entrambi gli incarichi, conservando solo la carica di deputato fino al 2001.

Avvalendosi della sua estesa rete di contatti e della sua lunga esperienza politica, B. si è occupato di diversi aspetti della politica e degli affari internazionali. Nel 1995 fu nominato rappresentante speciale dell’Unione europea per l’ex Iugoslavia, l’anno successivo alto rappresentante della Comunità internazionale in Bosnia-Erzegovina e in seguito, tra il 1999 e il 2001, inviato speciale del Segretariato generale delle Nazioni Unite per i Balcani. È stato inoltre copresidente dei negoziati di pace di Dayton per l’ex Iugoslavia.

B. ha fatto parte di una serie di comitati, fra cui il Centre for European reform e il Council of the International institute for strategic studies di Londra e l’European policy centre di Bruxelles. È stato designato inoltre primo membro non statunitense del consiglio di amministrazione della RAND Corporation. Ha ricevuto importanti incarichi in numerose società, in qualità di consulente, membro del consiglio di amministrazione, direttore non esecutivo.

B., che non aveva mai concluso i suoi studi iniziati all’Università di Stoccolma, ha ricevuto una laurea ad honorem dalla St. Andrews University in Scozia. È anche membro dell’Institute for the study of terrorism and political violence di questa città. È stato inoltre insignito di numerose onorificenze, sia dalla Francia (Legione d’onore) che dalla Germania (Gran Croce al merito), dal Regno Unito (KCMG, Knight commander of St. Michael and St. George), dall’Estonia e dalla Lettonia.

B. ha ottenuto riconoscimenti internazionali per le attività svolte soprattutto nei Balcani, ed è ampiamente stimato per le sue competenze in materia di affari internazionali ed europei. Nel dibattito politico B. è stato un interlocutore polemico e combattivo. Ma come primo ministro di una coalizione a quattro ha dovuto spesso agire da mediatore ed ha assunto un atteggiamento più accondiscendente. Questo gli ha procurato rispetto anche al di fuori del suo partito. Con grande determinazione ha presentato un programma di governo di cambiamento all’insegna del motto: “Una nuova partenza per la Svezia”. Ma il programma di liberalizzazione, inclusa la privatizzazione e la deregulation, è stato considerato da molti svedesi come un tradimento del modello di welfare svedese. Lo stesso vale per l’adesione all’euro, che B. sostenne senza successo nella campagna referendaria del 2003.

Durante il periodo in cui fu primo ministro, B. partecipò attivamente ai negoziati sull’adesione della Svezia all’Unione europea, una delle priorità della sua agenda politica per la quale si è prodigato instancabilmente, in ricevendo in Svezia numerosi politici, fra cui il cancelliere Kohl.

Guardando al futuro, B. ha anche cercato di porre la Svezia all’avanguardia della tecnologia informatica. L’ interesse per le nuove tecnologie e per la globalizzazione è stato una risorsa importante per un uomo politico che ha cercato di introdurre novità e di imprimere dinamismo alla pubblica amministrazione. Egli ha messo in risalto la necessità di ripensare concetti e politiche tradizionali in un’era di europeizzazione e di globalizzazione. Il suo pensiero e il suo comportamento riflettono con chiarezza una visione della politica e della comunicazione in sintonia con l’odierno “villaggio globale” e con un processo di “globalizzazione accelerata”. In breve, B. è un buon esempio di uomo politico moderno e cosmopolita. Nel corso del 2007-2008, è stata proposta la sua candidatura per la carica di Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Karl Magnus Johansson (2009)